lunedì 28 novembre 2016

INCIPIT

Sabato 10 dicembre 2016 a Marsciano (PG)
L'Arte Mendicante come drammaturgia dell'incontro tra me e te
Anch’io sono stato straniero

DAI BARCONI AL TEATRO

Per “restare umani” come ci implorava Vittorio Arrigoni dalla Striscia di Gaza e per dare un piccolo contributo personale verso una società di pace e concordia, proponiamo il progetto "Dai barconi al teatro".

E' un invito a vedere lo straniero come uno specchio della nostra stessa identità, infatti “lo straniero ti permette di essere te stesso, facendo di te uno straniero”. In questo acuto pensiero di Edmond Jabès è sintetizzato tutto il nostro lavoro di teatroterapia basato sul fatto che l’identità non è statica, ma in un continuo divenire proprio perché poliedrica e costruita intorno a tante “maschere” straniere o poco riconosciute.                       Con queste premesse, ci impegniamo a creare momenti di incontro per proporre laboratori di musica, teatro, pittura rivolti a migranti e aperti a tutti.




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Scuola triennale in TEATROTERAPIA

a Colico,  Milano, Bari

 un week end al mese

www.teatroterapia.it

23-24-25 giugno 2017 siamo a PERPIGNAN in Francia
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ARTE MENDICANTE
L'esperienza di Linea Trasversale, ideata da Claudio La Camera, si trasforma nel corso del 2016 in una nuova proposta: "l'Arte Mendicante" al fine di elaborare il concetto e la prassi della drammaturgia dell'incontro come puro evento relazionale.

La storia di Linea Trasversale
Marsciano (PG) - In occasione dell'incontro con Eugenio Barba, 2-3 luglio 2016
Scilla (RC) 1999
Tutto ciò che incaselliamo e riduciamo in un concetto chiaro è già morto artisticamente. Per questo il concetto di viaggio non è definibile, e per fortuna. Tutto il nostro lavoro in Linea Trasversale è sempre stato poco chiaro, confuso, incredibilmente evanescente.
Brasile 2000
A noi è sempre e solo interessato l'incontro in un luogo suggestivo e per incontrarsi occorre camminare, staccarsi dalla normalità territoriale e materiale per approdare al mondo spirituale. Il viaggio è una zona spirituale, una transizione all’essere-nel-mondo dove spesso è più importante non agire, più importante del fare è ascoltare, vedere l’esserci nel tempo presente.
Odin Teatret a Bergamo
 Negli incontri di Linea Trasversale (intergruppo di teatro internazionale 1990-2016), molti dei quali a fianco del Teatro Eurasiano con Odin Teatret di Eugenio Barba, arriva il giorno che la scelta di fare qualcosa diventa più importante della scelta del non fare niente. E cosi ricominciamo a viaggiare, dal Perù a Berlino, da Colico a Marsciano, dall’Aspromonte alla Scozia, da Scilla al Brasile.
Scilla (RC) 1999
Mentre attraversiamo i continenti il mondo sembra essere cambiato, ma in peggio, sembra aver perso la sua aurea di umanità, ma quando incontriamo un profugo africano ci rendiamo conto, dal suo sorriso, che non ha perso la sua aurea, il suo viaggio è servito a qualcosa, è stato utile (almeno per lui che non è finito in fondo al mare).
Ogni incontro è come un albero che vola, un occasione di astrazione per noi che siamo ancora vivi e abbiamo il frigorifero peno di cibo e che possiamo permetterci di andare in cerca della Bellezza e dell’anima del Mondo.
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Università La Sapienza Roma, Convegno Nazionale Federazione Italiana Teatroterapia, 2016

Il teatro che vogliamo è quello che accoglie le persone, tutte le persone di ogni colore, cittadinanza, genere perché ogni persona ha qualcosa da dare e da ricevere.

Il teatro che vogliamo riscopre l’unità interiore dell’individuo nei luoghi di frontiera: nei quartieri poveri, nelle carceri, nei centri di riabilitazione, nei centri di accoglienza.

Il teatro che vogliamo vuole liberare tutte le dimensioni della vita umana, affinché ogni individuo possa sviluppare autonomamente la propria personalità.

Il teatro che vogliamo rifiuta l’idea di una società regolata dalle suggestioni, dalla retorica, dal collasso dei valori.

Noi che studiamo ancora i processi teatrali, che ci entusiasmiamo quando i corpi si muovono sulla scena e commuovono i nostri cuori per le loro fragilità, promuoviamo un teatro che stimola un’evoluzione conoscitiva, che metta l’uomo al centro delle proprie azioni. Il tema di cui si vuole occupare la Teatroterapia, a partire dal convegno di Roma del maggio 2016, è quello del dolore come errore della mente, del modo in cui idee sbagliate e conoscenza sbagliata possono orientare l’individuo verso l’autodistruzione, verso la cancellazione totale del futuro.

Riscoprire l’uomo per quello che è, per quello che prova, e non per il ruolo che è costretto a svolgere in una società che ha fatto della sua complessità, il sistema di repressione.

14 ° Convegno Nazionale F.I.T.
www.fedteatroterapia.it
"Il teatro come dolore e liberazione"
13 maggio 2016 - ore 11.00 -19.00
a Roma - Università La Sapienza
aula G. Levi, via dei Volsci
A vent’anni dalla pubblicazione del primo libro
 uscito in Italia sulla teatroterapia
 “Far teatro per capirsi” l’Università
La Sapienza dedica un convegno sull’argomento.




------------ARCHIVIO----------
 a Colico - (Lc) - incontro F.I.T.
LA LUCE CHE HA BISOGNO DI EMERGERE
  22 e 23 ottobre
laboratorio sulla trance Haitiana e la teatroterapia
Casa degli Artisti via La Gera 108
programma dettagliato   www.fedteatroterapia. it
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Rassegna di Teatro Sociale 2016
 a Dervio - (Lc)  - OGNI VITA E' UN ROMANZO
 domenica 24 aprile 2016, ore 17.00
Parco pubblico lungo lago
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a Morbegno - (So) - PASSEGGIANDO NEL TEMPO
 sabato 4 giugno, ore 17.00
Centro ricreativo via Merizzi 
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 a Colico - (Lc) - LA COPERTA DEL TEMPO
 sabato 11 giugno 2016, ore 17.00
Casa degli Artisti via La Gera 108
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NAPOLI - Sala del Capitolo in San Domenico Maggiore
 4 e 5 dicembre 2015

13° Convegno
Federazione Italiana Teatroterapia
www.fedteatroterapia.it
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Pittura e teatro
 
a cura di Ida Riccardo - Matera MiBACT

Chi ha frequentato la pittura di Walter Orioli, in questi ultimi anni, avrà notato il passaggio dall’acquarello su carta all’acrilico su piccole e grandi tele e si sarà accorto che è sempre più in primo piano la fisicità del gesto nel tratto pieno delle pennellate.

Restituire allo spettatore la fisicità dell’essere è certamente l’obiettivo di Orioli, psicologo e teatrante, in grado di comparare il teatro alla pittura proprio attraverso l’esaltazione dell’azione gestuale.

Se nella pittura la fatica materiale consiste nel depositare il colore sulla tela e ripetere il gesto fino a costruire un insieme cromatico che prende forma per addizione, nel teatro è lo spazio che è riempito dai corpi vivi e reso unico dai gesti fisici e vocali. Così come la pittura fuoriesce dalla tela e invade il mondo, anche la scena teatrale scuote la nostra percezione dilatando la coscienza.

Un quadro o la rappresentazione teatrale, se è arte, dovrebbe aggiungere qualcosa alla nostra vita, esplorando l’inconscio dovrebbe rimandarci, come in uno specchio, aspetti e questioni che ci riguardano da vicino.

Orioli diventa, nel corso del tempo (dipinge organicamente dal 2000 e si occupa di teatroterapia dal 1980), un artista della fisicità anziché del concetto, del gesto precisato anziché del caos creativo; i suoi quadri sono il risultato di meditazioni cromatiche che poi vengono coperte da  lunghe, o corte, elaborazioni di materia e colore, in cui la composizione evolve in equilibri di forme tendenzialmente astratte o vagamente figurative. Più vicino alla poesia che al racconto, sia la pittura che il teatro, assumono forme di terapia, intesa come crescita umana, e mostrano la tensione anziché la soluzione.
In ultima analisi, la bellezza sta nell’intensità del gesto, nella forza del colore, nell’energia della pennellata, nell’esaltazione della luce.

Non troppo diverso da Pollock, eppure il suo opposto: se Pollock è colui che cola colore dall’alto, Orioli sembra concentrarlo e lavorarlo dal fondo della terra.

A Napoli e a Matera sono esposte opere create con la sabbia raccolta a Gallipoli, durante un incontro di teatro con l’Odin Teatret di Eugenio Barba.

Le cinque tele zen, dell’estate 2014, sui simboli della spirale e del cerchio che esaltano, nel loro spessore e movimento, la Madre Terra, hanno un valore maggiore nel loro insieme che viste singolarmente, perché rappresentano, in sequenza, l’evoluzione della materia organica, il DNA simbolico della vita.

Depositate sulla tela, in un corpo a corpo con lo spazio e il tempo, nelle altre tele c’è la semplicità che sta tutta nella forza del colore e nella musicalità del segno.

I quadri esposti nella sala del Capitolo in San Domenico Maggiore a Napoli, il 4 e 5 dicembre al convegno di Teatroterapia, vogliono indicarci che la rappresentazione in pittura, come nel teatro, è più forte della realtà, la supera, non è la traduzione visiva dei sentimenti e dei vissuti bensì il loro superamento; l’immagine rappresentata è la potenziale verità insita nel valore sensoriale dell’esperienza.

Tocca allo spettatore assistere con lo sguardo neutro a queste potenziali verità attraverso forme instabili e unitarie al tempo stesso e dare conto anche di un eventuale coinvolgimento diretto. Infatti Orioli ama giocare con lo spettatore trasformando lo spazio espositivo in uno spazio teatrale vero e proprio, dove mettere in scena parti significative dei quadri. Con grande leggerezza, questo suo fare scatena piccoli e grandi gesti, attiva nelle persone la consapevolezza di un’arte relazionale, unica nel suo genere, non nel senso di artisti che si relazionano con lo spettatore, lasciando inalterati i ruoli, ma di spettatori a loro volta protagonisti.

Si scopre così che la descrizione di un quadro è tanto più riuscita quanto meglio attinge dall’analisi interiore, dalla passione consapevole della creatività.

“Qui fiorisce tutto ciò che è propizio alla vita”: questo è il commento di Shakespeare ne “La tempesta”, e a noi rimane la consapevolezza che sia il teatro che la pittura esprimono lo stesso concetto ultimo: “Siamo della stessa materia di cui sono fatti i sogni”.
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  Il diritto al delirio
Appunti dalla Trattoria delle arti di Colico, aprile 2015
di Claudio La Camera

Colico (LC): lo spazio del sogno. Lincontro era stato organizzato nel laboratorio teatrale di Colico, dove Walter Orioli e Roberto Motta da anni svolgono unintensa attività di formazione e di ricerca sulla Teatroterapia. Una collina bellissima a due passi dalla Svizzera con alcuni affacci mozzafiato sul Lago di Como e tante montagne incastonate allorizzonte come fossero la veduta prospettica di una scenografia teatrale.
Il laboratorio è la combinazione di due cucine, una sala da lavoro, quattro stanze da letto, una stalla, un fienile, una roulotte abbandonata, un finto giardino zen, una finta pagoda, un orto sgangherato. Un tempo questo spazio era maggiormente riconoscibile: era la casa di un contadino, o di un allevatore.


Con il loro paziente lavoro Walter e Roberto hanno trasformato questo spazio con lamore e la dedizione di chi deve accogliere il migliore dei suoi ospiti; con la sensibilità di chi crea un meraviglioso giardino.  Hanno accolto studiosi di teatro, artisti di ogni parte del mondo, intellettuali, mistici e giovanissimi studenti dello spettacolo. Con il tempo però la realtà ha mostrato il suo aspetto più duro: le conquiste si trasformano in nuove scommesse; gli obiettivi raggiunti vanno rimessi in discussione perché si rivelano presto inefficaci. Per raggiungere la stessa meta occorre creare aggregazione, individuare bisogni e temi condivisi, trovare itinerari diversi. I percorsi della conoscenza si trasformano. Il laboratorio è spazio fisico in quanto spazio sognato con cui esercitiamo il nostro desiderio di libertà.
E nel tempo la libertà è costruzione di continue limitazioni, barriere, fortificazioni. La protezione si trasforma in fissità; lo spazio sognato diventa un movimento dellanimo che esercita la sua forza di resistenza alla morte. Per costruire uno spazio occorrono muratori per i mattoni e operai per il sogno. Nellesperienza dellAssociazione Politeama, nei sogni di Walter e Roberto, ci sono sempre stati questi architetti del sogno  e hanno fatto miracoli ogni qual volta sono riusciti a liberarsi della materia morta per ricostruire una forma diversa con un sogno diverso. Per questo motivo il laboratorio di Colico ha acquistato una grande forza di attrazione; non era solo un luogo ideale come le città descritte dai filosofi (La città del sole di Campanella, lisola Utopia di Tommaso Moro, l’”Atlantide di Francis Bacone) ma un progetto concreto che vedeva coinvolte piccole comunità di uomini e donne.

Difficile spiegare cosa sia successo in questi anni di attività se le categorie di riferimento sono quelle della produzione di tecniche o di modelli teatrali. Bisogna guardare agli effetti apparentemente più banali, nei modelli di comportamento, nei destini individuali, nel sistema di resilienza. Sono queste le piccole miniere che hanno mantenuto in vita il sogno di Colico. Consideriamo i difetti e i conflitti umani come momenti necessari al raggiungimento dellarmonia. Questa frase posta sulla prima pagina del libro di Walter diventò nel tempo una bussola efficacissima per capire come stavano usando il teatro. Come una terra in cui niente appartiene a nessuno; come una terra in cui nessuno appartiene a niente.

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 Progetto dell’Associazione Politeama
Milano - Monza - Colico

EXPO 2015 - NUTRIRE L’ANIMA

In occasione di Expo 2015 di Milano “Nutrire il pianeta – Energia per la vita”, la nostra Associazione vuole sviluppare attraverso il progetto “Nutrire l’anima” il benessere psico-fisico delle persone e l’ospitalità sul lago di Como.
L’intervento di questo progetto si concentra sulle provincie di Monza e Lecco, dove si trovano le nostre sedi provinciali ed anche nella città di Milano.
Obiettivo del progetto è quello di far conoscere le pratiche psicofisiche e artistiche che possono rendere più serena la vita di tutti i giorni e di sviluppare nella persona la consapevolezza di possedere un corpo sano in mente sana, in diretto contatto con la natura, l’alimentazione e l’igiene mentale.
Si attiveranno azioni culturali specifiche tra arte e natura che aiuteranno le persone a inventare e sperimentare nuove configurazioni comunicative e relazionali. Insomma un corpo che si può ri-conoscere danzando, recitando, dipingendo e camminando.

Per i bambini e i giovani si proporranno corsi di teatroterapia, arte terapia, bioenergetica e passeggiate della salute. Si organizzeranno incontri di teatro sociale dove si inviteranno i più giovani ad intervistare le persone più anziane del luogo, ricreando situazioni del passato che valorizzino soprattutto gli aspetti positivi della socializzazione diretta, oggi un po’ persa.
Come location, si mette a disposizione dei visitatori la deliziosa Casa degli Artisti situata a Colico, a 300 m. sul livello del lago, da dove si può ammirare il paesaggio lacustre e le montagne dell’Alto Lario. 

A GENOVA in collaborazione con Teatro dell'Ortica
 Corso di formazione in Teatroterapia per operatori del settore
 www.teatrortica.it
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Aiutaci a portare avanti queste iniziative versando il 5%o all'Associazione Politeama 02587910965
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Archivio
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14 luglio ore 17 a Dervio spettacolo
"Sopra e sotto il lago"
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Mostra personale di Walter Orioli “dalla pittura al teatro”
 dall’1 al 15 agosto
MONASTERO DI PIONA  
all’18 al 23 agosto, piazza Garibaldi a MENAGGIO
 ore 10.00 - 23.00
Circolo artistico Associazione Politeama
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 26 e 27 settembre  2015 teatro e natura + bioenergetica
 a Colico sul lago di Como
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 5 maggio 2015 ore 21 spettacolo di teatro sociale
"Ti uei va chi ghè chi!" a Colico sul lago di Como

7 marzo yoga e teatro nella natura
8 marzo danza dell'energia femminile
a Colico sul lago di Como

25 gennaio 2015 laboratorio " dipingere la voce"
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5 e 6 febbraio 2015 a Parigi Università Sorbonne, rue Lacretelle
laboratorio teatroterapia
27 e 28 dicembre 2014 a Colico
laboratorio teatroterapia  "Check-up"
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21 dicembre Sole Invitto
Percorso sensoriale a Colico sul lago di Como

18  ottobre 2014 alla fiera del Bitto a Morbegno (Sondrio)
laboratori gratuiti di teatroterapia  

dal 21 al 28 settembre 2014 a Gallipoli (Lecce) con l'Odin Teatret
29 a Matera, il 30 a Bari
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dal 23 al 30 agosto 2014 ci trovi a Radicofani (Siena) sulla via Francigena, all'albergo del Pellegrino, dopo le ore 14.00
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  "La pioggia non cambia il nostro amore" 
COLICO  (Lc) venerdì 25 luglio 2014 ore 18.00
alla Casa degli artisti, via La Gera 108-  ingresso libero

E' stata realizzata la prima parte del progetto “Artisti OLTRE I CONFINI - Arte&Baratto” al Parco Trotter di Milano tramite incontri periodici con gli abitanti della zona. In queste serata gli attori presentano alcune performances di breve durata e chiedono ai partecipanti di proporre azioni, canti, danze, poesie necessarie per costruire un linguaggio comune aperto alla rappresentazione.   sabato 21 giugno 2014, ore 17.00
anfiteatro parco della Martesana via Agordat MILANO
"OLTRE I CONFINI" performance degli abitanti
 ingresso libero - col patrocinio del Consiglio Regionale Lombardia 

  
Associazione Politeama: progetto 2013-2014
“Artisti OLTRE I CONFINI  -  Arte&Baratto”
direzione artistica Marina Beatini
L’iniziativa "Artisti oltre i confini" promuove interventi che utilizzano il teatro sociale in luoghi di crisi e rinascita culturale come motore di coesione comunitaria attraverso i baratti culturali, in prima istanza con lo strumento del teatro, ma anche con la danza, il canto, l’arte pittorica, fotografica e musicale, la percezione del paesaggio, alcune pubblicazioni e altro ancora.


Arte&Baratto è un sistema culturale che viaggia e coinvolge diversi Comuni, Province, Regioni e l'Unione Europea, esso nasce dall’incontro dell’Associazione  Borghi Autentici d’Italia con l’Associazione Politeama di Monza e Molino d’Arte di Altamura (BA), in rete con 20 associazioni onlus, 10 biblioteche, 2 casa editrici, diversi attori istituzionali e accademici nazionali ed internazionali, la Federazione Italiana Teatroterapia e l'Università di Parigi.


Arte&Baratto è innanzitutto un esperienza di incontro delle diversità soprattutto in periferie critiche tipo Via Padova a Milano, il quartiere Barra a Napoli e alcuni paesi in Sardegna, ma anche in situazioni di festa come a Saluzzo (CN), a Monza, ad Altamura in Puglia, o la festa dei Popoli a Milano e in Valtellina.

 Arte&Baratto, utilizza il teatro in funzione educativa e terapeutica, in particolare l’interpretazione e il racconto orale al fine di stimolare l’integrazione sociale.   L’originalità del progetto consiste nel coinvolgimento diretto della popolazione che contribuisce in maniera attiva alla creazione e realizzazione di uno spettacolo teatrale. La metafora del teatro propone una riflessione sul conoscere, capire e progettare la vita sociale che sono i temi di eccellenza dell’intervento.


Concretamente si tratta di coinvolgere migliaia di persone che partecipano gratuitamente o con un costo sostenibile a incontri, workshop, ricerche, interviste e proiezioni, nei quali regna l’attenzione alla persona e lo scambio di saperi tra esperti culturali e cittadini dove entrambi posseggono esperienze e conoscenze da condividere.



Scuola di formazione in Teatroterapia  Milano-Colico e Bari
Teatro della Spontaneità, Associazione Politeama
Quinto incontro  
28 febbraio 2014
venerdì 28 marzo,
chiesetta del Parco Trotter Milano
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Convegno Nazionale Federazione Italiana Teatroterapia
OLTRE I CONFINI

IL TEATRO IN FUNZIONE EDUCATIVA

sabato 29 marzo a BERGAMO

sala Comunale via T.Tasso 4,

ore 10.00 - 17.00

programma : www.fedteatroterapia.it
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Parco Trotter febbraio 2014


con il patrocinio del Consiglio Regionale Lombardo
"Artisti oltre i confini Arte&Baratto" 
 in Europa

  progetto CREATIVE EUROPE 2014

Per questo progetto di teatro Sociale in luoghi di crisi e rinascita è stato chiesto un finanziato dall’Unione Europea, - Programma Cultura 2014-2020 - che promuove la cultura come risposta efficace e sostenibile in relazione alla crisi sociale ed economica nell’Europa contemporanea.

In linea con il libro bianco della Commissione Europea dal titolo: “Sbloccare il potenziale delle industrie culturali e creative”, è diventato importante potenziare i contributi alle attività culturali per favorire lo sviluppo economico e la coesione sociale dei Paesi UE a livello locale e regionale. E’ stato dimostrato come il Teatro Sociale sia uno dei modi più efficaci ed efficienti per favorire l’integrazione e migliorare le relazioni tra i membri di una comunità.
Per molti aspetti, si tratta di una forma teatrale unica in cui tutti i membri della comunità si trasformano in protagonisti e non sono più semplici spettatori, ma acquisiscono un ruolo attivo che contribuisce alla realizzazione e alla riuscita dello spettacolo.

Il Teatro Sociale è stato progettato e sviluppato da un team interdisciplinare con diverse competenze nel teatro e nei settori socio-culturali, il cui lavoro è caratterizzato da specifiche modalità di comunicazione, relazioni complesse e ricostruzione simbolica della realtà.

Per realizzare il progetto europeo di diffusione del Teatro Sociale sono stati coinvolti diversi enti in Italia, Francia, Germania, Danimarca e Portogallo.

Primo appuntamento per la presentazione del progetto:
Parigi Università Sorbonne
20 e 21 marzo 2014, corso di Arts Therapies.